08
GEN
2014

Clinical quality & safety

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Per anni il mondo del management sanitario ha perseguito la qualità quale unico obiettivo e priorità assoluta. Si è cercato in tutti i modi di implementare modelli e metodiche finalizzare al miglioramento delle performances individuali ed organizzative (Total Quality Management, Balance Scorecard, etc.), ma con risultati alterni, spesso discutibili. Si riteneva che solo attraverso l’implementazione di questi strumenti fosse possibile raggiungere l’eccellenza. Oggi il concetto di Quality & Safety, qualità e sicurezza è indiscutibilmente da tutti riconosciuto quale entità unica, il solo approccio efficace nel migliorare concretamente la qualità delle prestazioni sanitarie. Sicurezza vuol dire garantire al cittadino che tutto si è fatto per ridurre al minimo i rischi sempre associati alle pratiche sanitarie e che tutto si farà per rendere sempre più appropriati gli interventi sanitari. La realizzazione di questo conteso ideale fatto di qualità e sicurezza è strettamente legato alla capacità del medico e di tutti gli attori in sanità di sviluppare una governance professionale che prevede un miglioramento continuo delle performances e l’implementazione del clinical risk management nella pratica professionale quotidiana.

 

Il Clinical Risk Management è uno strumento di gestione del rischio e comprende tutte le attività finalizzate all’identificazione, alla valutazione, al trattamento ed alla prevenzione del rischio in sanità.

Nell’ambito dei progetti di Qualità & Sicurezza la Fondazione intende promuovere iniziative che consentano ai professionisti di:

1. Intraprendere azioni di miglioramento continuo al fine di perseguire la massima efficacia per ogni intervento sanitario e garantire la massima sicurezza per il paziente

2. Pensare all’errore come elemento costitutivo “fisiologico” di qualsiasi professione

3. Imparare che l’obiettivo non è acquisire l’infallibilità ma la capacità di intercettare gli errori prima che essi generino un evento avverso

4. Creare un “clima positivo” tra i professionisti fondamentale per poter discutere con serenità degli errori professionali

5. Aumentare la motivazione e la disponibilità all’autovalutazione critica dei propri atti professionali

6. Considerare l’errore come elemento positivo ed occasione di apprendimento e di miglioramento

7. Acquisire un approccio “sistemico” alla prevenzione degli eventi avversi

8. Apprendere conoscenze e metodologie per prevenire il rischio

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